Genere Rock Blog

Blog socioculturale orientato essenzialmente sullo stato reale delle cose. Teorie e punti di vista personali basati sulla attualità e sulla sovranità del singolo individuo. Sapere è potere e chi ama il Rock ama anche e soprattutto vivere la sua indipendenza nel rispetto reciproco e in totale libertà!

Puoi non essere d'accordo su ciò che troverai pubblicato in questo blog ma ricordati sempre che: io non voglio o devo convincerti su nulla e tu non hai bisogno di sapere se è vero o meno!

Work in progress...

domenica 4 gennaio 2015

Gli Elefanti al Circo

QUELLO CHE NON CONSIDERIAMO AFFATTO 

ad esempio l'addestramento degli elefanti

Circo Medrano
Coercizione e ricatto L’addestramento degli elefanti dura da due a tre anni, con l’obiettivo di sottomettere l’animale per abituarlo a compiere un certo numero di esercizi. Questa fase di apprendimento inizia quando l’animale è svezzato.

L’addestramento si basa sul dominio. Il domatore si impone quale “dominatore” del gruppo, e mantiene la subordinazione dell’elefante attraverso punizioni fisiche e psicologiche.

Bucky Steel, proprietario di un ranch di elefanti in Texas, spiega le differenti tappe dell’addestramento di un elefante:

“Addestramento in scuderia”:
questo periodo di “condizionamento” permette di abituare l’animale al contatto con il pubblico, alle luci, alla musica, ed a tutte le difficoltà legate a queste condizioni. Questo periodo di pre-addestramento e`probabilmente assente nei circhi francesi, dove gli elefanti vengono spesso addestrati nel circo stesso.

“Dalla sottomissione alla coercizione”
Steel insiste sulla necessita`di aiutare l’animale a superare il suo istinto di conservazione primitivo, insegnandogli ad a vere fiducia nel domatore ed a sentirsi a suo agio. Riconosce peraltro che nel corso dell’addestramento la maggioranza degli elefanti diviene nervosa e defeca…

Questo nervosismo e questa paura sarebbero legate non solo alla perdita di punti di riferimento inerenti alla natura stessa dell’animale (il gruppo sociale in particolare), ma anche ai metodi impiegati dal domatore per piegare l’elefante alla sua volontà.

Circo Medrano
L’incatenamento viene praticato quotidianamente, e l’elefante viene abbeverato ed alimentato solo mentre e` incatenato. Questo metodo di coercizione viene correntemente impiegato in Francia. La tappa successiva consiste nell’insegnare all’animale ad alzare la zampa anteriore per mettere la catena, e poi retrocedere per mettere la catena dietro. Per insegnare a retrocadere e`necessario l’uso del “pungolo” …


Il pubblico del circo, che srimane incantato per i numeri dei trapezisti e dei clowns, e`lontano dal sospettare quale violenza si nasconda dietro strass e paillettes . Inoltre, e`necessario camuffare al meglio gli strumenti di tortura: il pungolo viene cosi` ricoperto di plastica ed assomiglia ad un fiore… 

Dei numeri contro natura

Sdraiarsi
Insegnare ad un elefante a sdraiarsi significa imporgli una posizione “contro natura”. Questa posizione infatti rende l’animale completamente indifeso. Per imporre questa posizione all’animale e´cosi`necessario fare uso di cavi e corde.

La “verticale”
Test scientifici hanno mostrato come per un elefante asiatico maschio del peso di 4.2 tonnellate ed alto 2.9 metri al garrese, il peso e`ripartito sulla superficie di contatto al suolo, in modo tale che ogni centimetro quadrato sopporta una pressione di soli 600 grammi.

Il peso complessivo della nuca, della testa, della proboscide e delle zanne sulle zampe anteriori rende di fatto difficile procedere in discesa. Per questo motivo gli elefanti si lascianio scivolare.

La posizione della verticale e` una postura estremamente dannosa per le articolazioni, poiche`tutto il peso viene trasferito sulle due zampe anteriori.

I dottori Helmut Pechlaner e Harald Schwammer considerano che “…Queste posizioni possono causare ferite alle articolazioni e ai dischi intervertebrali degli elefanti adulti, cosi´come delle fratture nelle unghie. Quanto agli esercizi di equilibrio, questi possono causare disturbi motori alle articolazioni del gomito e del ginocchio.”

Queste posture essendo estranee e dolorose per l’animale, esse possono essere ottenute solo con la forza. Il dolore procurato dai colpi di pungolo deve cosi`superare il dolore dovuto alla innaturale postura.

Camminare sulle ginocchia
Il domatore Pedro Morceau impone una posizione agli elefanti che lui stesso definisce “molto difficile per l’animale”. Samba, cavalcato da una femmina, trema sulle sue ginocchia…la posizione e`dolorosa. Ma il domatore, pungolo alla mano, non gli lascera´la possibilita´di opporre un rifiuto.

Secondo Martin Saller e Carl Groening (1998) “il semplice fatto di inginocchiarsi su due zampe rappresenta uno sforzo eccessivo per le articolazioni e per la colonna vertebrale dell’elefante.”

Sulle zampe posteriori
Benche´ in natura talvolta gli elefanti si alzano sulle zampe posteriori per raggiungere i rami piu alti, la ripetizione di questo esercizio nei circhi puo portare a seri problemi di salute particolarmente dolorosi per l’animale: rigonfiamento delle articolazioni, borsite e versamenti ai gomiti.

Sedersi
Circo Medrano
Far sedere un elefante conduce a una pressione eccessiva sul diaframma, che puo´ causare un’ernia “in questo caso la parete muscolare si rompe e gli organi interni sono spinti attraverso la lacerazione. Si tratta di una condizione estremamente grave che puo´portare alla morte se gli organi affetti dal prolasso (intestini, vescica, utero) subiscono uno strangolamento e necrotizzano”.

Questa pressione interna derivata dall’addestramento e´ben nota dai domatori dell’ambiente del circo, i quali impongono regolarmente ai loro elefanti di defecare prima di entrare in pista per evitare che cio´ accada durante il numero.
In India la posizione seduta sulle zampe posteriori o su un oggetto sferico e´proibita dalla legge per la prevenzione della crudelta´verso gli animali.
In Francia, al contrario, questi numeri d’equilibrio sono comuni in tutti i circhi che utilizzano pachidermi.
Circo Medrano
Secondo Kuntze, che ha seguito numerosi animali nei circhi, la diagnosi di numerosi problemi e´il risultato di comportamenti contro natura imposti ai pachidermi, che esigono una pressione continua o un sovraffaticamento di una parte del corpo. L’usura e la lacerazione prematura di articolazioni, tendini e zampe, sarebbe il risultato di esercizi che richiedono l’appoggio su una sola zampa o la formazione di una piramide. Lindau conferma che queste posizioni sulle zampe anteriori o posteriori possono procurare zoppia ed essere particolarmente pericolose per i giovani elefanti.

Molti di questi animali muoiono prematuramente a seguito delle complicazioni a livello degli arti.


La detenzione e maltrattamento degli elefanti


Un animale gregario
Gli elefanti hanno una vita sociale molto organizzata. Si trasferiscono in branchi di parecchie decine di individui, il gruppo è di solito abbastanza stabile e organizzato attorno a una matriarca.

Questa vita altamente gregaria induce una comunicazione con i conspecifici per via del contatto olfattivo e tattile, in particolare.
Nei circhi, gli elefanti non sono in grado di ricostruire la vita sociale, dato che sono detenuti da soli o incatenati al pavimento o in un camion.

Nomadi 
Questi animali vivono in aree di grandi dimensioni fino a 1500 km2. La loro anatomia è adattata al nomadismo, la media dei loro spostamenti quotidiani è di 17km.
Le esibizioni quotidiane  in pista non possono bastare a soddisfare le esigenze di mobilità di questi giganti.
I dispositivi di fissaggio sono comuni e li immobilizzano totalmente. I pachidermi tessono  (stereotipia), in particolare, per sostituire questa mancanza di movimento, perché, come viene affermato dal biologo Henri Laborit "un sistema nervoso è fatto per agire.

L'Associazione Europea di Zoo e Acquari (EAZA) consiglia 400m2 per 3 elefanti con più spazio interno. Raccomandazione che, anche se molto lontana dalla realtà del circo, sarebbe ancora 60 a 100 volte troppo piccola secondo esperti del Dipartimento di Zoologia  dell’Università di Oxford.
Igiene e piacere
 
Circo Medrano
Sia in Africa o in Asia, se possono, gli elefanti sono in contatto con l'acqua. Bevono frequentemente e in quantità (da 80 a 160 litri al giorno). L'acqua è anche una parte importante nella vita sociale e per la salute dell’animale: i bagni durano oltre 2 ore al giorno. Inoltre, i bagni di fango e di polvere sono una protezione contro i parassiti, ma anche una protezione efficace contro le scottature.

Negli stabilimenti senza fissa dimora, si è soliti dire (dixit) che "un elefante che

beve è un elefante che fa la pipì!", ora la gente del circo non vuole rischiare di vedere la pista allagata, così gli animali bevono solo la mattina presto e in tarda serata dopo l'ultima spettacolo. Tutta questa componente della vita sociale e fisiologica degli elefanti viene ignorato.
BELLA LA LIBERTÀ


 
3 elefanti del circo A. Fratellini con significativi problemi comportamentali. 

Cosa significano questi disturbi ?

Secondo McBride e Craig, i comportamenti stereotipati sono "manifestazioni di un mancato adattamento in modo appropriato, e possono dunque trarre valore di criterio per l’adeguatmento degli ambienti di alloggio per gli animali a lungo termine . » "

Secondo Hannier I., questi disturbi sono "indicatori di stato di malessere cronico." 

Secondo F. Wemelsfelder, "Gli stereotipi sono la prova dell'esistenza del dolore cronico".

Secondo il Dott. Marie-Claude Bomsel: "Un movimento è stereotipato, perché non possiamo esprimere il suo repertorio comportamentale, per cui lo facciamo parzialmente, e dopo si iscrive davvero nel sistema nervoso e lo facciamo come passaggio a vuoto, quasi a non pensare, una sorta di medicazione del sistema nervoso del cervello e che permette di sopportare l'insopportabile, un vuoto assoluto, il nulla totale. "

Le zoologue Fred Kurt considère que ces mouvements stéréotypiques chez l'éléphant peuvent être apparentés à la foliehumaine … Lo zoologo Fred Kurt ritiene che tali movimenti stereotipati dentro l'elefante possono essere collegati alla follia umana ...

Per quanto riguarda gli zoologi del zoo di Vienna, concludono il loro studio sugli elefanti in cattività nei circhi: 
"Per le ragioni appena illustrate, e in particolare a causa delle loro caratteristiche biologiche che portano ad un comportamento sociale altamente sviluppato, è impossibile per i circhi detenere elefanti in condizioni coerenti con le esigenze di ogni animale. Un'altra ragione per rifiutare la partecipazione degli elefanti nei circhi è che sono una specie minacciata.



Così ivi riporto dal web per vostra semplice informazione.