Genere Rock Blog

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martedì 13 gennaio 2015

Storia italiana, storia americana


 Firma della Costituzione Italiana

Per prima cosa cerchiamo di capire il perché l'Europa, e con essa l'Italia, sia travolta attualmente dalla tragedia economica, politica, sociale e del lavoro, e il motivo della sua sostenuta irregolarità.

Come cantava Fabrizio De André: "Questa di Marinella è una storia vera ..." racconterò, insieme a questo mini puzzle di verità, magari cantando "Questa del Nuovo Ordine Mondiale è una storia vera ..." l'inizio dello sconquasso popolare americano, italiano, europeo, mondiale. 

Cominciamo dall'inizio accennando alcuni fatti più importanti. 

Nel 1913 l'America era un paese libero, fu allora che una banda di potenti banchieri riuscì a raggiungere l'obbiettivo dei loro avi. L'America non fu più la stessa. Presto il Mondo non sarà più lo stesso.
Correva l'anno 1913, il Presidente era Woodrow Wilson, gli obbiettivi a lungo termine dei più potenti banchieri internazionali (J.P. Morgan – Paul Warburg – John D. Rockefeller) vennero finalmente raggiunti. Essi consistevano in un silenzioso colpo di Stato prendendo il controllo del Governo Americano. La prima cosa che fecero per prendere il controllo fu il convincere l'allora segretario di Stato Philander Knox a mentire al popolo americano dichiarando che il 16° emendamento, l'imposta sul reddito, fu legalmente ratificato dagli Stati, mentre mai lo fu. I banchieri sapevano bene che questa tassa sarebbe finita nelle loro tasche.
Per via di questa truffa gli americani furono portati a credere che ora ci fosse una tassa sul loro lavoro. Sia il Congresso che il Presidente erano perfettamente al corrente della truffa e ciò è stato perfino parteggiato in tribunale nel corso di una recente causa:

“Se voi esaminate il 16° emendamento attentamente, vi accorgerete che un sufficiente numero di Stati non lo hanno mai ratificato.”
James C. Fox Giudice della U.S. District Court, 2003.

In quello stesso anno (1913), i banchieri commisero il loro secondo e di gran lunga più diabolico inganno mai perpetrato ai danni del popolo americano corrompendo i senatori in modo da fargli approvare il “Federal Reserve Act” senza che esistesse il necessario emendamento Costituzionale. Fecero questo durante le vacanze di Natale mentre molti senatori erano a casa a festeggiare con le loro famiglie. Ed ecco come l'incostituzionale “Federal Reserve Act” fu approvato. Furono molto astuti (i banchieri) in quanto capirono che chiunque avesse emesso la moneta per l'America avrebbe controllato il Governo. I banchieri vinsero, mentre il popolo americano perse perché la maggior parte dei politici si venderebbe l'anima per un dollaro. D'ora in poi la Federal Reserve avrebbe emesso tutti i dollari legalmente.

Come disse Mayer Amschel Rothschild (banchiere privato):
“Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e non mi importerà di chi ne farà le leggi”.

Sapeva che d'ora in poi lui e gli altri banchieri avrebbero controllato le sorti della Nazione.

Il Governo consegnò a questi banchieri uno dei suoi poteri più importanti ed ora era costretto a chiedere loro in prestito tutto il denaro necessario al proprio funzionamento, pagando anche gli interessi. Il popolo americano fu allora costretto ad abbassare i propri standard di vita ed a pagare una imposta sul reddito al Governo solo per permettere al Governo di dare maggiori profitti a questi banchieri.
Il Presidente Woodrow Wilson, il quale firmò il “Federal Reserve Act” trasformandolo in Legge, in seguito di dichiarò amareggiato (1919):
“Sono un uomo fra i più infelici. Senza volerlo ho rovinato il mio paese. Una grande Nazione industriale è ora controllata dal suo sistema di credito. Non siamo più governati dalla libera opinione e dal voto di maggioranza, ma dall'opinione e dalla coercizione di un piccolo gruppo di dominatori.”
Dichiarazione di Ben Barnake, Presidente Federal Reserve:

“La Federal Reserve fu creata dal Congresso nel 1913, essa fu investita dal potere, originariamente riservato al Congresso dalla Costituzione, di coniare moneta e di regolarne il valore.” 

“La sola differenza fra un esattore ed un imbalsamatore è che l'imbalsamatore ti lascia la pelle.”
§ Mark Twain §


“Il potere di tassare è il potere di distruggere.”
John Marshal – Supreme Court Chief Justice 

I.R.S. International Revenue Service – (Il Fisco).
Ecco una lista incompleta delle tasse che gli americani sono costretti a pagare:
Ricevute fiscali
Tassa sulla registrazione di automobili
Tassa sugli utili
Tassa sulle sigarette
Tassa sul reddito d'impresa
Tassa sulla licenza cinofila
Tassa federale sulla disoccupazione
Tassa sulla licenza di pesca
Tassa sulla licenza di ristorazione
Tassa sui carburanti (e accise)
Tassa sulla licenza di caccia
Tassa sulla moneta
Tassa sull'inventario
Tasse sulle tasse (ad esempio l'IVA)
Tassa sugli alcoolici
Tassa sul lusso
Tassa sul matrimonio
Tassa sulla sanità
Tassa sui servizi
Tassa sulla sicurezza
Tassa sulle vendite
Tassa sulla scuola
Imposta statale
Varie tasse sulla telefonia
Pedaggi vari
Tasse sulla registrazione dei veicoli
Tasse sui rogiti
Tassa di successione
(…)
Tassa sugli stipendi 

E POI C'È LA “FEDERAL INCOME TAX” IMPOSTA SUL REDDITO!

Ma che strano, sembra proprio la lista di alcune delle 100 tasse che pagano anche i cittadini italiani.

Beh, sì, i cittadini italiani pagano tutto questo elenco di 100 tasse, perché agli italiani piace (sempre) esagerare ed essere (sempre) primi in (quasi) tutto.

Ma è vero che le tasse si devono pagare? ... per saperne di più, guardiamoci il video realizzato da Aaron Russo: regista hollywoodiano ex-amico dei Rockefeller. Quando scoprì di essere un malato terminale di cancro, nel 2005, dedicò gli ultimi anni della sua vita a girare un video documentario-testamento sul signoraggio e il Nuovo Ordine Mondiale che diffuse liberamente e gratuitamente su internet (oltre che nei cinema statunitensi). Morì il 24/08/2007, proprio mentre veniva fatta la traduzione a questo suo eccezionale documentario.


Premessa di Aaron Russo
Quanto verrà svelato sulla Banca Centrale Americana in questo film vale, con buona approssimazione, anche per la Banca CentraleEuropea (BCE) … e quindi anche per la Banca d'Italia, che attualmente “d'Italia” proprio non è. Avvertivo un senso di disagio allo stomaco mentre pensavo fra me stesso: “come ha potuto l'America trasformarsi dall'essere un Paese effettivamente libero, con un Governo al servizio del Popolo ed una Costituzione a tutela dei diritti individuali, nel Paese che parla della libertà senza possederla davvero?” Il Cambiamento iniziò quando nacque la FEDERAL RESERVE (la Banca Centrale Americana) e l'America realizzò uno dei principali obbiettivi del “Manifesto Comunista” portando in America questa Banca Centrale. Le persone dietro la nascita della Federal Reserve sono esattamente le stesse che fecero approvare la Tassa sul Reddito, un secondo obbiettivo del Manifesto Comunista.


Aaroon Russo Film 
E così sembra, allo stesso modo di quello americano, che nel 1973 anche lo stato italiano, benché a 28 anni dalla firma della Costituzione Italiana, prese a suo conveniente piacimento il modello tributario americano ... come si suol dire: "si prese l'influenza".      



Cine Giornale

 
Costituzione della Repubblica Italiana Costituzione - Senato della Repubblica - 2003 Costituzione - Senato della Repubblica - 2012 Costituzione - Quirinale - Edizione con note   Costituzione della Repubblica Italiana - Wikipedia §GR§

Articolo 53 della Costituzione Italiana: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”   La Costituzione della Repubblica Italiana, fondamentale per il mantenimento e lo sviluppo della Unità nazionale ha, sin dalla sua promulgazione, il cuore economico nell'Articolo 53. Rarissimo caso, se non unico al mondo, la Costituzione Italiana, ha dato  indicazioni precise su come costruire il Sistema Tributario. Non solo... Nel 1971 una legge Delega, la 825/71 chiarì, ad opera stavolta del Legislatore (composto per buona parte da Padri Costituenti...)  ., il modo in cui costruire un SISTEMA TRIBUTARIO NEL SOLCO DEL DETTATO COSTITUZIONALE. Nel 1973, anziché far seguire i soli decreti attuativi della legge delega 825/71, fu varata la legge 600/73, alla base del fallimentare Sistema Tributario attuale... Dunque, nel 1973, avvenne qualcosa che possiamo oggi politicamente definire un TRADIMENTO DELLA COSTITUZIONE, Nel 2011, a 63 anni dalla promulgazione della Carta Costituzionale, purtroppo siamo costretti a denunziare, che l'Articolo 53 non è ancora attuato.  Con esso, tutti gli articoli  che si ispirano allo sviluppo dell'individuo, alla formazione, alle famiglie, alla maternità, alla tutela dei diritti da parte dello Stato, sono messi in pericolo.


“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”

Punti di domanda e riflessione:
L’articolo 53 della Costituzione Italiana è molto chiaro; ma… siamo sicuri?
Come al solito, in un Paese dove sciamano gli azzeccagarbugli, anche le parole più semplici, quelle volute dai nostri Padri Costituenti, sono state nel tempo stravolte del loro significato originale e adattate alle esigenze dei potentati politici ed economici.
Il concetto è comprensibile anche per un bambino:
tutti debbono pagare le tasse, che lo Stato regolerà in modo proporzionale alle singole possibilità dei cittadini.
Ma, lo stato (stavolta con la minuscola), ovvero chi lo rappresenta “pro tempore”, avido di danaro non più per la corretta amministrazione della cosa pubblica, ma per alimentare altri interessi, ha iniziato sin dalla fine degli anni ’60 a “interpretare” il significato delle due paroline chiave del principio costituzionale: “capacità contributiva”.
Cos’è la capacità contributiva lo sappiamo tutti, è istintivo comprenderlo; i limiti che i Padri Costituenti hanno voluto dare al legislatore tributario, inserendo tale concetto sono ineluttabili.
Ma i fenomeni del diritto e della politica, hanno cominciato a sostenere che la capacità contributiva non si esaurisca con il reddito o con un patrimonio speculativo, ma che questa comprenda anche altri fattori collegati ai beni posseduti, come ad esempio l’incremento del valore di un dato bene (es. la casa), o il fatto stesso di possederlo.
Contrariamente ai paesi più evoluti, dove viene incentivata la ricchezza e i consumi, intesi non come mero capitalismo ma come stabilità personale dei cittadini per il benessere comune, i geni della nostra politica, per i loro interessi, sono riusciti nei decenni a ribaltare le conquiste della civiltà, snaturando il significato delle parole dei Costituenti.
Già dagli anni ’60 si è iniziato a giustificare l’introduzione dei balzelli incivili con la scusa che essi rispettavano “indici concretamente rivelatori di ricchezza”, e che quindi potevano considerarsi capacità contributiva;
la Corte Costituzionale, è andata in soccorso di queste teorie con la sentenza n. 155/2001 dove dice che:
“la capacità contributiva non presuppone l’esistenza necessariamente di un reddito o di un reddito nuovo, ma è sufficiente che vi sia un collegamento tra prestazione imposta e presupposti economici presi in considerazione, in termini di forza e consistenza economica dei contribuenti o di loro disponibilità monetarie attuali, quali indici concreti di situazione economica degli stessi contribuenti”;e ancora con la n. 156/2001:
“rientra nella discrezionalità del legislatore, con il solo limite della arbitrarietà, la determinazione dei singoli fatti espressivi della capacità contributiva che, quale idoneità del soggetto all’obbligazione di imposta, può essere desunta da qualsiasi indice che sia rivelatore di ricchezza e non solamente dal reddito individuale”.
Una raffica di supercazzole, che in sostanza hanno avuto lo scopo di cancellare il concetto Costituzionale di capacità contributiva, lasciando campo libero al legislatore di fare sostanzialmente i suoi comodi e di imporre qualsiasi balzello, all’abbisogna.
Il cosiddetto “redditometro” e gli “studi di settore” ne sono la logica, inutile e raccapricciante conseguenza, che hanno prodotto soltanto malessere tra la gente (soprattutto quella per bene che paga le tasse) e un infinito strumentale contenzioso, ove l’ente accertatore (lo stato) è quasi sempre perdente, con la beffa di indebitare maggiormente le casse pubbliche.
Le imposte attuali, e la cancellazione dei diritti costituzionali basilari, sono soltanto la conseguenza:
  • dell’incapacità di questi cialtroni (mi si perdoni la sintesi) nella vigilanza sull’evasione fiscale (con fondato sospetto sul fatto che ciò sia volontario);
  • della folle spesa pubblica, ormai devoluta in buona parte alla soddisfazione delle esigenze delle loro caste.
La soluzione?Innanzitutto sbarazzarci di chi il problema lo ha generato (vedi precedente post), per poi seguire la logica: riappropriarci della funzionalità intellettiva, della Costituzione Italiana, del buon senso e delegare uomini e donne con la competenza necessaria a riformare questo sistema, ormai allo stremo.
Avremo gli attributi per riuscirci?
Fonte: Fabio Duranti E questo è solo l'inizio ...

Così ivi riporto dal web per vostra semplice informazione.