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domenica 1 marzo 2015

La Teoria del Genocidio

Il testo è preso dal primo capitolo del libro: “O.N.U. gioco al massacro?”

Bertrand Russel - il fiolosofo dello spopolamento del pianeta.
Bertrand Russel - il fiolosofo dello spopolamento del pianeta. Nel 1857, dopo mezzo secolo di continue guerre, l’intero continente indiano si ribella al ferreo dominio della Compagnia Britannica delle Indie Orientali. La rivolta viene spietatamente soffocata nel sangue: milioni di persone vengono barbaramente mutilate, assassinate, giustiziate, massacrate, in ogni parte dell’India; migliaia di villaggi incendiati e rasi al suolo: un vero genocidio. L’opinione pubblica mondiale è scossa ed esterefatta! Supervisore giornaliero di queste orribili carneficine e direttore-capo del servizio di intelligence della “Compagnia” era l’economista John S. Mill.


"Pacificato" il continente indiano, gli strateghi britannici decisero che l’oppio e la “canapa indiana”, con cui venivano pagati i prodotti tessili inglesi esportati in India, dovevano trovare uno sbocco nell’immenso mercato cinese. Con la seconda guerra dell’oppio contro la Cina (1858-1860), ai morti di questa nuova vergognosa guerra si aggiunse, ben presto, l’ecatombe dei morti per droga, causata dalla promozione britannica del consumo di oppio tra la popolazione cinese. Ma chi governava l’Inghilterra in questo periodo? ...
Primo Ministro (e Gran Maestro della Massoneria di Rito Scozzese) era Lord Palmerston (Capo Supremo dell’Ordine dgli Illuminati di Baviera); Ministro degli Esteri era Lord John Russell; i due principali ministri di Gabinetto erano due membri della famiglia Villiers; il Ministro per le Colonie era Edward Bulwer Lytton, capo della sètta massonica dei “Rosacroce” inglesi. Legato da vincoli di parentela con tutte queste potenti famiglie e vantando un “padrino” come John S. Mill, il futuro “filosofo” Bertrand Russell portava nel sangue la sua propensione a soluzioni politico-strategiche dichiaratamente genocide!


Già nel 1902, scriveva all’amico Gilbert Murray: «(..) nell’ultimo periodo non sono stato che oppresso dalla noia, dal tedio e dalla vanità delle cose: non vi è nulla che mi ecciti, nulla che sembri avere senso fare o aver fatto; l’unica cosa che fortemente sento, che val la pena di fare, sarebbe quella di uccidere il maggior numero possibile di persone, così da diminuire la coscienza globale mondiale»!


Lo stesso anno, per arginare l’inarrestabile sgretolamento dell’impero britannico, venne creato, in Inghilterra, un circolo elitistico, detto "Club dei Coefficienti”, che tenne riunioni private, nel periodo compreso tra il 1902 e il 1908. Fu nel corso di questi incontri che venne pianificata la prima guerra mondiale e stabilite le sue finalità!


  
Concordi nel concepire l’impero britannico come un Governo Mondiale da estendersi all’intero pianeta, i membri del “Club” si divisero, però, sulla strategia da adottare. Alla proposta di mobilitazione nazionale pre-bellica, in previsione di un intervento britannico nel conflitto, sostenuta dalla maggioranza dei membri del “Club”, si contrappose la “soluzione” di H. George Wells e di Bertrand Russell, i quali prospettavano l’annientamento del continente europeo attraverso la “Rivoluzione” ed il “Controllo sulla mente umana”: «La soluzione non sta in uno scontro diretto - aveva affermato Wells – Noi possiamo sconfiggere la “Cultura”, perchè conosciamo come funziona la mente umana e il suo imperscrutabile subconscio».

Wells e Russell furono messi in minoranza, ma la soluzione “interventista” non raggiunse gli obiettivi sperati, né con la prima come neppure con la seconda guerra mondiale: l’impero britannico venne ridimensionato, mentre si affermò lo strapotere sovietico e la supremazia americana. Fedeli alla loro linea, Wells e Russell, pur non disdegnando l’impiego brutale della forza militare, si dedicarono al loro sottile progetto di pervenire ad un Governo Mondiale attraverso un progressivo potenziamento di istituzioni sovrannazionali, utilizzando l’arma della “psicologia di massa” per indurre l’opinione pubblica mondiale e le Nazioni al consenso. Parte integrante del progetto era una congiura planetaria anti-cristiana, da condurre allo scoperto e in piena luce del sole, per erodere e smantellare ogni possibile resistenza a questo Governo Mondiale, favorendo, così, una supina accettazione di questa strategia mondialista e delle sue dichiarate implicazioni genocide! Nessuno può pretendere di incarnare questa terribile congiura più del “filosofo” britannico. Una tra le persone più influenti sulla scena politica di questo secolo, egli determinò le scelte strategiche delle nazioni più potenti della terra, indirizzandole verso l’accettazione di un Governo mondiale da realizzare attraverso lo spopolamento del pianeta!

Fu Bertrand Russell, con la collaborazione di Wells, a tracciare le linee strategiche di questa congiura anti-cristiana e apertamente genocida, e fu ancora lui, tramite i suoi amici più fidati, il principale responsabile della messa in atto di questo diabolico piano! Ecco, in breve, il suo pensiero che, rigettato ogni valore cristiano e persino umano, porta inesorabilmente a proporre il genocidio come una conseguenza logica e desiderabile! Il disprezzo della vita umana ne costituisce la spina dorsale: «La vita è un fenomeno insignificante, breve e transitorio (...) che non potrebbe creare turbamento se non fosse perchè uno vi è personalmente coinvolto».

Al disprezzo dell’uomo, segue l’avversione e la frode dell’inutilità della scienza: «La scienza ha aumentato il controllo dell’uomo sulla natura, e si può supporre che essa sia in grado di migliorare le sue condizioni di vita. Questo sarebbe vero se l’uomo fosse un essere razionale, ma, purtroppo, non è altro che un groviglio di istinti e di passioni»!

All’uomo, ridotto a semplice animale, fa seguito la menzogna della “teoria della limitatezza delle risorse”: «La scienza può abolire la povertà e ridurre il tempo dedicato al lavoro (...). Entrambe, l’agricoltura e l’industria, se mantenute in continua espansione, non possono che portare all’esaurimento delle risorse naturali».

Secondo Russell, «l’industria, ad eccezione di quella che soddisfa le necessità (elementari) dell’agricoltura, è un lusso. (...). Se sopraggiungono tempi difficili, il processo di industrializzazione, che ha caratterizzato gli ultimi centocinquant’anni, verrebbe violentemente arrestato. (...).
I centri urbani e industriali cadrebbero in rovina e i loro abitanti, se ancora in vita, ritornerebbero alle fatiche contadine dei loro antenati medioevali».

Russell ha pronto il modello di civiltà da proporre all’umanità: «I cinesi hanno una civiltà e indole, per molti versi, superiori a quelle delle razze europee».

In questa  “civiltà”, il modello politico è quello social-comunista di tipo rurale: «Il socialismo, specialmente quello internazionale, è possibile solo in un sistema stabile in cui la popolazione sia stazionaria o quasi. Il suo leggero aumento può essere fronteggiato con miglioramenti nei metodi usati in agricoltura; ma un rapido aumento non può che portare l’intera popolazione alla miseria. (...). Le popolazioni di razza bianca cesseranno, tra breve, di crescere; per le razze asiatiche e per quelle africane, invece, ci vorrà del tempo perché l’incremento demografico raggiunga un livello adeguato  per mantenere la popolazione stabile senza bisogno di guerre e di pestilenze (...). Fino a quel momento, i benefici a cui mira il socialismo possono essere realizzati solo parzialmente, e  le razze meno prolifiche dovranno difendersi contro quelle più prolifiche con metodi tanto disgustosi quanto necessari».

All’uomo  “incapace di controllo demografico”, Russell illustra le conseguenze: «Il pericolo di una carestia mondiale può essere fronteggiato, per poco tempo, da miglioramenti nelle tecniche agricole.  Ma, se la popolazione continua a cresce re ai tassi attuali tali miglioramenti non potranno più bastare. Vi saranno, allora, due gruppi: l’uno, povero, con una popolazione in continuo aumento; l’altro, ricco, e con una popolazione stabile. Tale situazio ne non può che portare ad una guerra mondiale. (...).  La guerra potrebbe diventare così distruttiva che, per una volta e per qualsiasi tasso di incremento demografico, non vi sarebbe il pericolo della sovrappopolazione (...)».

E la guerra, sempre più letale, viene prospettata come una  guerra contro la popolazione civile: «Gli scienziati inventano, continuamente, mezzi offensivi e difensivi sempre più elaborati. Il risultato è quello di diminuire la percentuale della popolazione da mandare al fronte, poiché cresce quella da dedicare alla produzione di armi e munizioni. Questo può sembrare un vantaggio, ma ciò comporta che  la guerra moderna sia rivolta, principalmente, contro la popolazione civile e, in una nazione sconfitta, la popolazione dovrà patire le stesse sofferenze dei suoi soldati».
Russell non rifugge dall’idea di fabbricare e usare ordigni nucleari; ecco, infatti, cosa dice questo  “pacifista” e “antinucleare” di fama mondiale: « Io non sono d’accordo con quanti si oppongono alla costruzione della bomba ad idrogeno (...) poiché non val  la pena combattere una guerra, a meno che non sia vantaggioso vincerla»!

Indifferente a qualsiasi sofferenza umana, egli vede solo i vantaggi derivanti da una vittoria militare. Le atomiche sganciate a  Hiroshima e  Nagasaki lo elettrizzano: «Se l’America fosse più imperialista, vi sarebbe un’altra alternativa (...) alla totale obliterazione della vita civile. (...).  Durante i prossimi anni,questa politica  (di disarmo) potrebbe essere imposta con la forza. Se fossero anche necessarie una o due guerre, esse sarebbero comunque brevi e terminerebbero con una decisiva vittoria americana».

Il “pacifista” Russell si fa promotore dell’uso dell’arma nucleare per la creazione di un impero mondiale: «C’è una cosa, ed una sola, che può salvare il mondo (...);  questa è che l’America dichiari guerra alla Russia, entro i prossimi due anni,  per stabilire un impero mondiale facendo uso della bomba atomica»!

E questa, infine, è la sua idea di Governo Mondiale: «Quando parlo di un Governo Mondiale, io ne intendo uno che veramente governi; (...) l’unico ad avere: tutte le bombe atomiche e le fabbriche che le producono, tutta l’aviazione militare, tutte le navi da guerra e, in generale, tutto ciò che è necessario per renderlo irresistibile»!

La guerra atomica contro l’Unione Sovietica, però, non venne dichiarata, e così, per eliminare il pericolo del monopolio nucleare americano e per mantenere il controllo delle sorti del mondo nelle mani degli strateghi britannici,  l’Unione Sovietica fu sostenuta, dagli amici di Russell, nel suo sforzo di dotarsi dell’arma nucleare . In queste condizioni, la guerra atomica diveniva improbabile, ma sempre possibile; Russell, infatti, scrive:  «Non è affatto improbabile che le grandi potenze militari del mondo conoscano la loro distruzione per la loro incapacità di astenersi dalla guerra».

A questo mondo, ormai terrorizzato e sotto la continua minaccia di un olocausto nucleare, Bertrand Russell offre un solo rimedio:  modificare la propria matrice religiosa, morale e culturale ed estraniarsi da ogni considerazione di verità e giustizia per poter accettare un Governo Mondiale con le sue politiche genocide! ... L’arma usata per indurre o strappare il consenso è la  “psicologia di massa”! «Penso che l’argomento di più grande importanza politica – scrive Russell –  sia la psicologia di massa. (...). Gli psicologi del futuro dovranno avere classi di bambini a quali dovranno, con metodi diversi,  inculcare la convinzione che la neve è nera! Si potrà giungere rapidamente ad alcuni risultati; primo, che l’influenza della famiglia è di ostacolo; secondo, che non si può far molto se l’indottrinamento non inizia prima dell’età di dieci anni;  terzo,  che alcuni versi, messi in musica e intonati in modo ripetitivo sono di estrema efficacia!».

Lo scopo da raggiungere, Russel lo spiega candidamente con queste parole: «Imparare a sottometterci alla legge, perfino (quando questa) è imposta da stranieri che noi disprezziamo e odiamo, e che sappiamo essere completamente estranei ad ogni considerazione di giustizia». Ma, per ridurre le popolazioni alla schiavitù, è indispensabile creare un’elite in grado di dirigere l’uso della  “psicologia di massa”; nel 1928, a questo proposito, Russel scriveva: «Voglio suggerire una nuova organizzazione sociale, una nuova istituzione che, per ora, posso chiamare  Enciclopedia Mondiale. (...) Questa Enciclopedia dovrebbe assumere il ruolo di una Bibbia nella cultura mondiale (Essa) dovrà esercitare una grande influenza su chiunque controlli amministrazioni o diriga centri di creazione della “psicologia di massa”, (su chiunque) dichiari guerre, produca cibo, o  faccia morir di fame, o stermini intere popolazioni!».

Nello stesso anno, H. George Wells pubblicava un programma dal titolo:  “The Open Conspiracy”26 (La Congiura aperta). Partendo da una totale concordanza con la teoria genocida di Russell, il programma enunciava princìpi di un  Governo Mondiale, capace di porre in atto questa teoria:

  • 1. La completa affermazione, sia teorica che pratica, della natura provvisoria dei Governi esistenti;
  • 2. La decisione di minimizzare, con ogni mezzo disponibile, i conflitti tra questi Governi, (...) e le loro interferenze nello stabilire un  sistema economico mondiale;
  • 3. La determinazione di  conferire la proprietà privata locale, o nazionale, o almeno il credito, i trasporti, la produzione di cibo ad un Governo mondiale;
  • 4. Il riconoscimento pratico della necessità di un controllo biologico mondiale, come ad esempio,  il controllo sulla popolazione e sulle malattie;
  • 5. La definizione di uno  standard minimo di libertà e di sussistenza individuale nel mondo;
  • 6. Il dovere supremo di subordinare la vita personale alla creazione di un Governo mondiale, capace di assolvere a queste funzioni.

Dopo aver letto quest’opera, Bertrand Russell scrisse all’autore:  «Non vi è nulla,  che io conosca,  con cui possa essere più pienamente d’accordo»! ... Come poteva Bertrand Russell non trovarsi d’accordo con un uomo che, già nel 1933, descriveva i metodi più crudeli e raffinati per causare sofferenze e morte in una futura guerra mondiale? ... che sosteneva la necessità dell’uso degli stupefacenti e la somministrazione scientifica delle sofferenze umane? ... che aveva predetto l’uso della bomba atomica contro la popolazione civile, e che aveva già fissato, per l’anno 1956, lo scoppio di una epidemia su scala mondiale che avrebbe  cancellato metà della popolazione del pianeta? ... Come non poteva trovarsi d’accordo con chi aveva affermato: «La comunità mondiale che noi desideriamo (...) esige, quale condizione principale, un controllo deliberato della popolazione»?

Neppure l’ecatombe causata dalle due guerre mondiali poteva placare gli istinti di questi genocidi. Deluso da queste guerre, Russell, nel 1951, auspicava mezzi di sterminio ancor più “efficaci”: «Attualmente, la popolazione mondiale aumenta di circa 58.000 unità al giorno. La guerra, finora, non ha avuto effetti consistenti sul rallentamento (della crescita demografica), che è continuata, nonostante le ultime due guerre mondiali. (...).  La guerra è stata finora deludente sotto questo aspetto (...)  ma, forse, la guerra batteriologica si rivelerà più efficace. Se una peste nera potesse scoppiare in tutto il mondo, ad ogni generazione, i sopravvissut i potrebbero procreare liberamente senza popolare troppo questo pianeta. Tutto ciò potrebbe sembrare spiacevole, ma che importa? Le persone di grande intelletto sono indifferenti alla felicità, soprattutto se si tratta di quella degli altri».

Questa “teoria del genocidio”, purtroppo, non rimase “lettera morta”. Tutti gli orrori che il mondo ha conosciuto in questi ultimi decenni sono contenuti in questa diaboli ca teoria: l’avversione e l’odio per la sacralità della vita uma na e per ogni valore della civiltà cristiana esplode in odio per la scienza e per l’industrializzazione, in esaltazione dell’ecologismo pagano e del più insensato animalismo; esplode in diffusione della pornografia e della musica dionisiaca e in promozione di ogni tipo di degenerazione sessuale, nell’uso di massa delle droghe e nel lavaggio del cervello, praticato, quotidianamente, dai mass media. Tutte queste forme di controllo sociale hanno, però, un fine ultimo: l’accettazione progressiva, da parte dell’opinione pubblica mondiale, dell’idea dello spopolamento del pianeta come unica politica indispensabile per la “sicurezza umana”!

Mai si è inneggiato tanto ai  “diritti inalienabili dell’uomo” e mai si è invocata tanto la  “pace” nel mondo come ai nostri tempi,  e mai si è visto calpestare l’uomo nella sacralità della sua vita, nella sua dignità e nelle sue più elementari necessità ed esigenze,come mai si sono viste guerre di sterminio dilagare in tutto il mondo come al giorno d’oggi! ... Questa teoria genocida, disgraziatamente, non ha solamene permeato ideologie e intere istituzioni a livello internazionale; non solo si è incarnata in certe fondazioni e club sovrannazionali, creati per la sua messa in atto: l’attuazione di questi propositi satanici è stata assunta, persino, come necessità politica per il raggiungimento del Governo mondialee come politica estera, da parte di una superpotenza (gli USA), col prestesto della sua sicurezza nazionale!

Acura del dott. Franco Adessa


Così ivi riporto dal web per vostra semplice informazione.